Titolo: “Gardenia sette giornate e un tramonto”
Autore: Maricla Boggio
con Rosa Di Lucia
Costumi ed elementi scenici: Angela Gallaro
Musiche a cura di Dario Arcidiacono
Regia: Bruno Mazzali
Premio studio 12 - 1994
Taormina Arte 1995
Recensioni
Foto
Testo

Il monologo “Gardenia” rappresenta un viaggio nell’infanzia, un momento di visitazione del mondo dei grandi con gli occhi di una bambina. Ho letto il testo di Maricla, alcuni anni fa e il fascino ne derivò dal personaggio di gardenia bambina, è prigioniera dello stesso mondo che la ama e la coccola, dove il padre e il nonno padrone hanno una parte rilevante in quanto dispensatori di dolori e di lutti. Gli occhi di Gardenia vedono uccidere, sparire chi si oppone al potere mafioso del nonno, ma la sua giovane età non le permette di interpretare l’esatto significato della morte che considera “breve sonno” come nel mondo delle fiabe, dove sortilegio e incantesimi restituiscono alla vita principi e principesse. A Gardenia, giunge in soccorso la fantasia, nulla però verrà cancellato, le immagini resteranno impresse nella sua memoria e le permetteranno, da adulta, di analizzare il fenomeno, passando dall’altra parte della barricata. In questo ultimo passaggio si coglie l’essenza drammaturgica del testo di Maricla Boggio; acquisizione quindi di una esperienza vissuta sulla propria pelle e conseguente presa di coscienza della cultura della morte di varie realtà criminali alimentate e inculcate fin dall'infanzia per divenire, infine, alla ricerca della loro sconfitta. La scelta di gardenia esprime rispetto al mio testo “Cravattari” un incontro di una stessa tematica che si articola su due differenti piani: bisogna iniziare dai bambini, non esiste solo la realtà mafiosa, essa porta solo sofferenza intorno a se, non è sempre vincente, “non è la vita”. I figli dei mafiosi e della manovalanza devono conoscere il dubbio, solo in questo modo si sottrae potere alla criminalità, in questo, lo stato sociale è determinante. E’ altresì importante vincere la grande alleata della criminalità la paura, che ti piega e ti consegna nelle braccia degli aguzzini. Nella messa in scena di “Gardenia” - Sette giornate e un tramonto, è stato dato ampio spazio alle infinite suggestioni della protagonista e delle sue fantasie di bambina. Esse costituiscono la parte migliore di ognuno di noi che l'età adulta tende a reprimere e a soffocare.

Fortunato Calvino

indietro